Chioggia.

Chioggia.
Canal Vena, ponte Zitelle.

giovedì 19 agosto 2010

Letture


Coelho Paulo . Veronika decide di morire, Bompiani, 1986, 186 pag.

Veronika, pur avendo una vita normale, non è felice. Ecco perché decide di morire, ingerendo una dose eccessiva di sonniferi. Ma il tentativo fallisce, e Veronika viene internata in una clinica psichiatrica dove il suo cuore ammalato conosce una realtà di cui non sospettava l'esistenza. Il romanzo si ispira a un drammatico episodio della vita dello scrittore quando, nel 1965, a diciotto anni, venne ricoverato in una clinica psichiatrica. Paulo Coelho scrive una profonda riflessione sul tema della normalità e della diversità, trasformando il dramma dell'infelicità nella pienezza dell'accettazione della vita e della sua bellezza.

http://it.wikiquote.org/wiki/Paulo_Coelho


Letture


Da “L’Unione Sarda” L'Italia de noantri di Aldo Cazzullo.


I mali e i pregi del nostro Paese.


"L'Italia de noantri" di Aldo Cazzullo - Mondadori, pagine 192.

Noantri è la parola chiave dell'Italia di oggi. L'Italia dei clan, delle famiglie, delle fazioni. Del dominio dei rapporti personali. Della politica divenuta prosecuzione degli affari con altri mezzi. Un paese mai così frammentato, eppure mai così uguale dal Piemonte alla Sicilia: unificato dall'egemonia di Roma e del Mezzogiorno.
"Forse al Nord si evade il fisco meno che al Sud? Forse il traffico è meno congestionato e non si suona il clacson per strada? Forse al Nord non si paga il pizzo, non si pratica l'usura, non si sfrutta la prostituzione, non si cede al racket, non si accolgono gli investimenti della camorra?"
Aldo Cazzullo parte dalla sua città, Alba, dove ancora trent'anni fa "i miei nonni non avrebbero mai mangiato una pizza", e dove ora si vive di turismo quasi come a Taormina. E dalla sua terra, le Langhe, cuore dello scandalo del Grinzane Cavour e di un Piemonte che ha rinunciato all'idea di diversità dal resto del paese. Il viaggio prosegue nella Roma del Palazzo e dei Vanzina, del Vaticano e dei Cesaroni, capitale de noantri - "perché escludere se puoi includere?" - di un'Italia sempre più romanocentrica. Conduce al Sud, che nel costume e nel linguaggio, dalla mafia a Padre Pio, ha ormai imposto il suo primato culturale al Nord. Racconta come i nuovi italiani, i figli degli immigrati, stiano scalzando gli italiani "veri", che hanno sempre meno voglia di lavorare. Analizza la meridionalizzazione di Pdl e Pd. Entra nella Chiesa, svelando storie di sacerdoti e cardinali, con i retroscena dell'elezione e del pontificato di Benedetto XVI. E trova, in fondo al vaso di Pandora dei nostri mali, i motivi della Speranza.


I Walser



http://www.cm-walser.vda.it/mappasito.aspx

Venerdì 16 luglio apre al Forte di Bard "Homines Dicti Walser - Un popolo nel cuore delle Alpi", mostra dedicata al popolo Walser.
Il percorso espositivo affronta diverse tematiche, partendo dalle origini della cultura Walser, per poi approfondirne alcuni degli aspetti più significativi: l'architettura tipica, i costumi tradizionali delle comunità di Issime e di Gressoney, i raduni internazionali che periodicamente coinvolgono le diverse comunità (Walsertreffen). Una sezione speciale è riservata ai pionieri della fotografia nella valle del Lys.

mercoledì 18 agosto 2010

Un attimo di silenzio... Ricordando Francesco Cossiga



Francesco Cossiga è stato «Un punto di riferimento per la vita del Paese» come ha detto il vice presidente del Senato Vannino Chiti all'ex sottosegretario di Stato, Paolo Naccarato, per anni segretario particolare del Presidente Emerito. Il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Chicchitto, invece, lo ha così ricordato: « Una delle menti più straordinarie che la Repubblica abbia mai avuto, l'ho visto mille volte e ogni volta mi sorprendeva con intuizioni che mi facevano sentire un cretino».

http://www.corriere.it/gallery/politica/07-2010/cossiga/1/vita-politica-francesco-cossiga-_d756b9a6-9429-11df-8c86-00144f02aabe.shtml#1

sabato 7 agosto 2010

letture


Enzo Biagi, Giro del mondo.
"Il fatto che io sia pessimista non ha niente a che vedere con l'amarezza. Trovo crudele ogni tentativo di manipolare l'uomo attraverso l'ideologia. E questo fatto mi porta a essere pessimista, ma non necessariamente triste. Ci siamo sempre immaginati Sisifo come un povero sconfitto. Camus lo interpreta in un modo nuovo, come un ribelle che chiede a Dio di lasciargli il peso della propria esistenza, teorema del dramma di vivere affrontato con coraggio e lucidità." Günter Grass
Il giornalismo può essere davvero un'arte se si parla di un "maestro" come Biagi e l'età (di tutto rispetto) nulla toglie alla freschezza comunicativa di uno stile invidiato dai colleghi più giovani e ammirato da diverse generazioni di lettori. La trasmissione che conduce su Rai Uno ogni sera, Il Fatto, è per molti un appuntamento imperdibile, tale è la capacità di sintesi, l'ironia, la vivacità e la precisione che caratterizzano quei pochi minuti di vero giornalismo "d'autore". Così anche i libri che trascrivono molte sue esperienze di vita e professionali, gli incontri e i colloqui con personaggi noti del mondo della politica e dello spettacolo attirano da anni innumerevoli lettori che acquistano praticamente "a scatola chiusa" ogni opera di Biagi. Questo ultimo libro (il penultimo della sua vita, a detta dell'autore) presenta interviste ad alcuni famosi scrittori in un immaginario (ma reale per lo scrittore) viaggio attraverso il mondo: dal Sudafrica di Wilbur Smith alla Russia di Alexandra Marinina, dalla Cornovaglia o da Berlino rivisti con l'inglese John Le Carré alla Norvegia così ben rappresentata da Jostein Gaarder, il grande territorio (che oltre che un luogo geografico è uno stato d'animo, una cultura) dell'America latina ripercorso nei suoi travagli e nelle sue speranze con Luis Sepúlveda e l'altra America, quella opulenta degli Stati Uniti, così legata, nell'immaginario italiano al cinema e ai suoi effetti speciali, che si rispecchia in uno scrittore capace di avvincere con la sua abilità fantastica ogni lettore quale è Michael Crichton. L'Europa ha un cuore francese, Parigi è stata per lunghi anni la capitale della cultura europea, luogo di raffinati intellettuali, patria de "l'esprit de finesse" e in dialogo con Biagi è un degno rappresentante di quella élite culturale, Jean d'Ormesson che riesce a spaziare in tanti campi del sapere e della storia recente. Da una certa "leggerezza" tutta francese (che non vuole dire di certo superficialità) si passa alle grandi tragedie del nostro secolo, il secolo dell'odio per l'appunto. Hiroshima e Nagasaki, simboli delle atrocità a cui la guerra ha condotto, simboli di una scienza che distrugge, sono al centro del discorso condotto con Kenzaburo Oe, premio Nobel nel 1994, uomo dalla vita segnata dalla nascita di un figlio handicappato, dramma personale che diventerà il tema centrale della sua opera letteraria, trasfigurandosi in esperienza umana universale, in metafora del Giappone stesso. Gli ultimi due capitoli di questo viaggio intorno al mondo riguardano l'Italia e la Spagna. Un intellettuale piemontese ("io mi sento più piemontese adesso che non a venti o a quarant'anni") e nello stesso tempo cosmopolita, Umberto Eco, uno dei pochi studiosi e scrittori italiani noti e tradotti in tutto il mondo esprime le sue autorevolissime opinioni su temi di stretta attualità, internet, gli intellettuali italiani, la stampa nazionale, l'Europa, la multiculturalità e la "Padania", ma soprattutto offre un esempio di mente "illuminata", spiritosa, di uomo che sa essere colto ma divertente, libero dall'arroganza propria dei mediocri. L'ultimo capitolo è un'appendice in quanto lo scrittore posto al centro del discorso è Garcia Lorca, morto ormai da più di sessant'anni, ucciso durante la guerra civile spagnola più per vendetta personale che per la sua attività antifranchista. Così aveva motivato la sua uccisione Ruiz Alonso, il mandante dell'assassinio: "Ha fatto più danno con suoi libri che gli altri con le rivoltelle". Al termine di questo Giro del mondo resta nei lettori la sensazione di conoscere molto di più degli scrittori che hanno amato (o odiato) solo attraverso le loro opere, ma soprattutto risulta evidente che solo l'abilità dell'intervistatore e commentatore permette di penetrare nelle diverse personalità, di inquadrarle in una battuta, di cogliere sempre il centro del bersaglio. Dice divertito Biagi "Il mio pseudonimo non è Dio", e si potrebbe aggiungere che è proprio la sua umanità a renderlo un modello così prezioso e raro di giornalista e uno degli ultimi "saggi" dei nostri tempi.
Giro del mondo di Enzo Biagi, Edizioni Rizzoli - ISBN 88-17-86513-3
Recensione di Grazia Casagrande


Smilzo, denominato “la scimmia”, è un ragazzino il protagonista di quest’ultimo romanzo dello scrittore napoletano. Viene fatto giocare a calcio con i ragazzi più adulti per la sua capacità di recuperare il pallone che va a finire nei palazzi, ma il ragazzo recupera i palloni soprattutto per vedere Anna, una bambina che sta sempre dietro una finestra e che incontrerà dieci anni dopo, scoprendo che è artistica. Orfano, viene cresciuto da don Gaetano, il portiere del palazzo e frequenta la scuola desideroso di apprendere, frequenta la libreria di don Raffaele che gli presta i libri, volumi che rappresentano “un invito a uscire”, ad acquistare coscienza e consapevolezza della vita. Il ragazzo, il romanzo è narrato in prima persona, ha una iniziazione sessuale con una vedova, ma la tempesta lo coinvolge quando riesce a baciare Anna, tempesta che lo porterà ad avere uno scontro con un inquilino del palazzo La Capa e a scappare in Argentina. Libro ambientato a Napoli durante la rivolta delle quattro giornate, con la descrizione dei militari americani che girano per la città e con le famiglie pronte ad ospitarle per riscattare un passato di miseria, Il giorno prima della felicità è un romanzo ricco di personaggi egregiamente caratterizzati e di un plot narrativo interessante. E’ un romanzo che ci ricorda Montedidio pubblicato da De Luca nel 2001 dove il protagonista era un ragazzo che andava a bottega da un falegname. Quello che caratterizza questo, ma anche gli altri romanzi di De Luca, è la scrittura: fredda, asciutta, priva di ricercatezze retoriche, straordinamnente poetica .Ne Il giorno prima della felicità vi sono pagine bellissime come la differenza fra la Napoli di giorno e quella di notte, le interminabili partite a scopa perse dal ragazzo che poi riesce a vincere, la descrizione della miseria, il finale con pagine di autentica poesia. De Luca non ha certamente bisogno di ricorrere a ricercatezze linguistiche, a pagine di retorica: la sua scrittura incanta il lettore che compie, leggendo il libro, un dolce viaggio. E’, come gli altri dello stesso aurore, un libro un libro da leggere con calma, da assaporare, da rileggere più volte perché trasmette intense emozioni.
Pubblicato il 01/02/2009 da Giuseppe Petralia, per la rubrica LETTERATURA in Kult Underground (
http://www.kultunderground.org/articoli.asp?art=1168 )

Letture

Questa è la storia di un camoscio, magnifico animale di montagna, che rimasto orfano, impara tutto da solo, senza appartenere a un branco. E’ forte, unico, bellissimo. Sfida tutti senza timore e diventa il “re dei camosci“. Ma questa è anche la storia del cacciatore che lo ucciderà. Il vecchio cacciatore che vive da solo nella casa del bosco e racconta poco della sua caccia, perché non ha storie da raccontare. Nemmeno una che possa conquistare una donna. Con sua sorpresa una giornalista si mette in testa di seguirlo, su in montagna. Non accetta subito la cosa. Perché lui non è abituato a frequentare le donne e chi non le frequenta, scrive Erri De Luca, ha “dimenticato che hanno di superiore la volontà. Un uomo non arriva a volere come una donna“. Il cacciatore è spaesato e ha timore. E poi da anni, tra lui e il camoscio, c’è un silenzioso scontro. Uno scontro che conoscerà fine nel mese di novembre...
Libro breve, scritto benissimo, con un ritmo deciso, ma con una musica lenta, paziente. Erri de Luca racconta questa storia in maniera molto lieve, lieve come la neve che fa cadere in montagna e come il battito d’ali di quella farfalla bianca. Con abilità e rispetto entra in queste due solitudini, raccontandoci prima di un duello lungo anni e poi di una pietà finale, di un abbraccio forte e eterno che vede queste due solitudini legate nella morte, come lo erano anche nella vita. Leggera e presente emozione.

Recensione a cura di Lucia Dell’Omo