Chioggia.

Chioggia.
Canal Vena, ponte Zitelle.

giovedì 7 maggio 2009

L'Infinito di Giacomo Leopardi


Sempre caro mi fu quest’ermo colle,

E questa siepe, che da tanta parte

Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.

Ma sedendo e rimirando, interminati

Spazi di là da quella, e sovrumani

Silenzi, e profondissima quiete

Io nel pensier mi fingo, ove per poco

Il cor non si spaura.

E come il vento

Odo stormir tra queste piante, io quello

Infinito silenzio a questa voce

Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,

E le morte stagioni, e la presente

E viva, e il suon di lei.

Così tra questa

Immensità s’annega il pensier mio:

E il naufragar m’è dolce in questo mare.


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